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Chiese
CHIESA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
Questa chiesa era attaccata all'ex convento dei Minori Conventuali, l'antica Chiesa S. Maria del Castello, ove i Cistercensi sino alla metà del secolo XVI amministrarono i Sacramenti (l'antica parrocchia officiata in seguito dai conventuali). Il Convento, fabbricato nel 1577 dal Maestro Lo Monaco per ordine di Francesco Di Paola, gelese, allora possedeva un mulino con sei tumoli di terreno che si dava in gabella ed ancora porta il nome di San Francesco, terra in contrada Difesa e Chiarchiaro. Nella Chiesa si possono ammirare: 1) Una croce in legno sulla quale è dipinto Cristo, opera di Domenico Zampieri, detto il Domenichino, con la scritta ai piedi della croce "Christi passi virtute un que anime fldelium santisfaciunt et a penis delittorum liberatur"; 1631; 2) Quadro dell'assunzione di Maria Vergine, del Paladino; 3) Quadro che rappresenta la Madonna d'Itria, detta Madonna d'Altaniore, che si trovava nel cenobio esistente nel secolo XVI sopra il Monte Santa Maria dell'Alto; 4) Quadro di San Francesco d'Assisi del buterese Rocco Di Martino; 5) Quadro di Sant'Antonio, sempre del buterese Rocco Di Martino; 6) Quadro di San Michele Arcangelo, del buterese Rocco Di Martino; 7) Quadro dell'immacolata con San Francesco ed altra Santa del Paladino; 8) Quadro della Madonna del Rosario; 9) Vi si conserva anche un reliquiario con una teca, ex velo della Beata Vergine Maria. La Chiesa è stata sempre centro del culto dell'Immacolata e tuttora si ripete, nel giorno dell'Immacolata 8 Dicembre, "a Vampanigghia". Conviene descriverla per coloro che non sanno. Durante il periodo antecedente la festa, i ragazzi portano nei pressi della Chiesa, quanto più materiale da ardere possono. La raccolta di questo materiale da bruciare viene fatta andando in giro per il paese e rubando tutto quello che i ragazzi trovano incustodito, correndo il rischio di essere presi a schiaffi ed anche bastonati. La legna accumulata viene bruciata la sera dell'Immacolata. A proposito del Convento di San Francesco, voglio trascrivere quanto segue: M.R.P. MAESTRO MATTEO LO MONACO M.R.P. Maestro Lo Monaco, minore conventuale, chiaro compendio di virtù e illustre oratore. Ai suoi di questo cenobio aveva disperso non poche rendite, e la Chiesa di San Francesco, anchessa si era ridotta senza suppellettili e, quel che più minacciante rovina. Egli, animato di zelo, studiò i titoli del Convento, si fece trasferire a Palermo e ivi, presso il Tribunale del Santo Ufficio e della Gran Corte, mosse lite agli usurpatori, ottenne sentenza e prese possesso degli antichi averi. Nel 1577 innalzò il Convento dei Frati Minori di Butera e per un triennio fu Commissario Generale della Provincia. Morì nel 1602